testo previsioni stazione meteo davis

Codici e testi previsioni meteo Davis Vantage Vue/Pro 2

Codici e testi previsioni stazioni Davis

Nei vari esperimenti di set up e configurazione legati alla stazione meteo Davis Vantage Vue con Meteobridge, mi servivano a portata di mano i codici ed i relativi testi delle previsioni generate dalla consolle Davis Vantage Vue e Pro 2.

Ricordate che solo la Davis Pro 2 visualizza il testo sul display, mentre la Davis Vantage Vue pur generando il codice della previsione testuale si limita a visualizzare le icone.

Li riporto nel documento Google Sheet che trovate sotto qualora dovessero servire anche ad altri.

 

Nuovi iscritti SPAM in Mailchimp

nuovi_iscritti_spam_mailchimp

 

Come eliminare falsi utenti (iscritti ) dalla propria newsletter in Mailchimp

Recentemente una lista tra quelle che gestisco in Mailchimp ha iniziato a ricevere diversi iscritti “fake” ovvero fasulli con indirizzi email molto simili aventi domini :

  • .website
  • d.blog-stuff.com
  • yahoo.com

La mail di conferma di Mailchimp riporta i dati del nuovo iscritto riepilogando i campi compilati dal “presunto” iscritto e solitamente queste iscrizioni SPAM non hanno tutti i campèi compilati, quindi sono facilmente identificabili da una veloce lettura della mail di notifica di Mailchimp.

Il problema degli iscritti “fasulli” in Mailchimp

Oltre a rovinare le statistiche della lista (tassi di apertura, interazioni, attività degli iscritti, ecc) gli iscritti SPAM vi costano caro, in senso stretto del termine.

Gli abbonamenti di Mailchimp sono conteggiati per scaglioni di utenti e se non ripuliamo la ns lista rischiamo di pagare per iscritti che non ci servono.

Soluzione del problema dello spam in Mailchimp

La soluzione esiste e seppure richiede intervento manuale del gestore della lista può essere semplificata grazie alla creazione di un segmento nella lista interessata dalle iscrizioni “spam”.

creare_segmenti_utenti_fasulli_mailchimp

Successivamente il nuovo segmento da creare sarà in pratica una vista filtrata dei nostri utenti che si sono iscritti attraverso “Social Proxy for Mailchimp”, ovvero il plugin di Mailchimp per gestire le iscrizioni attraverso il proprio sito web.

segmenti_per_trovare_utenti_spam_in_mailchimp

 

Bonus: Quando create il segmento selezionate l’opzione Auto-Update, per avere il segmento sempre aggiornato man mano che arriveranno nuovi iscritti.

E’ sufficiente creare un segmento con le condizioni sopra indicate e subito sarete in grado di trovare i vostri iscritti fittizi.

 

esempio_utenti_spam_mailchimp

A questo punto io preferisco eliminarli uno ad uno per controllare effettivamente chi sono e trattandosi di pochi casi(fortunatamente!) è un’operazione che richiede pochi secondi.

 

La procedura di eliminazione singola è semplice e veloce:

Cliccando sull’indirizzo dell’utente da eliminare  (lo trovate come riga della lista generata dal segmento che avete creato poco fa) entrate nella schermata di dettagli del profilo utente e da qui usate il tasto “Unsubscribe” per cacenllarlo definitivamente dalla lista senza dargli la possibilità di iscriversi nuovamente.

 

 

cancellare_utenti_spam_lista_mailchimp

Ti stai chiedendo perché non usare il tasto Delete?

Gli utenti cancellati (con “Delete” )possono iscriversi nuovamente alla lista, mentre gli utenti disiscritti (con “Unsubscribe”)  non possono più iscriversi alla tua lista (ovviamente se utilizzano lo stesso indirizzo mail.

La cosa interessante è che gli utenti disiscritti con “Unsubscribe” non contano nella determinazione del totale iscritti che a sua volta stabilisce il piano di abbonamento mensile, ovvero non pagate per gli utenti “Unsubscribed” e nel contempo evitate future nuove iscrizioni spam con lo stesso indirizzo…del resto lo spam è difficile da sconfiggere ma semplice da scoraggiare ed a meno che non vi abbiamo proprio preso di mira questo espediente funzionerà per la maggior parte delle liste.

 

Se preferite, è possibile usare anche la selezione multipla spuntando le caselle relative a sinistra.

eliminazione_multipla_utenti_spam_mailchimp

Per poi scegliere “Unsubscribe” dal menù.

 

Pronto a fare un po’ di pulizia nella tua lista in Mailchimp?….Dai forza, è più semplice di quello che pensi!

Se ti serve aiuto contattami usando i commenti in basso;  gestisco liste in Mailchimp quotidianamente a livello professionale e forse posso aiutare anche te!

 

 

Attributo consigliato mancante: google product category

Come risolvere il problema attributo consigliato mancante: google product category

google_merchant_center google product category

Questo articolo fa parte della lunga serie “Me lo segno da qualche parte così la prossima volta mi ricordo qual’era il problema e come l’ho risolto”.

Contesto:

Problema:

attributo_consigliato_mancante_google_merchant

Nella scheda di diagnostica del feed di dati Google Merchant diversi avvisi recitano

Attributo consigliato mancante: google product category

L’interfaccia di Google Merchant è ben fatta e troviamo subito a portata (ultima colonna DX) il link per ulteriori informazioni.categoria_prodotto_google_mancante

 

Perché Attributo consigliato mancante?

Semplice! Nel backend Magento hai creato nuove categorie per il tuo catalogo prodotti, senza però provvedere ad associarle alla tassonomia dei prodotti che fornisce Google.

Usando Simple Google Shopping associare la categorie è semplice:

  • Apri la pagina di configurazione dell’estensione

simple_google_shopping_magento

  • Modifica il file xml generato dall’estensione

modifica_feed_dati_simple_google_shopping

  • Controlla se tutte le categorie del tuo catalogo prodotti hanno associata la categoria prodotto google pertinente.

associazione_categorie_prodotto_google_shopping_magento

Suggerimento:

Apri uno dei file che elencano la tassonomia di Google e fai copia incolla, seguendo le regole di formattazione che trovi qui e di seguito:

Puoi specificare l’ID o il percorso completo della categoria. Ad esempio, i tre valori seguenti rappresentano la stessa categoria:

  • 431
  • Cibo, bevande e tabacco > Alimenti > Grano, riso e cereali
  • “Cibo, bevande e tabacco > Alimenti > Grano, riso e cereali”

Controlla tutte le categorie!

Il lavoro è da fare ogni volta che aggiungi una nuova categoria!

Se ti è servito il promemoria, lascia un saluto nei commenti!

Cos’è il FAB nel material design

Se come me stavi leggendo l’articolo di Google sul material design applicato al branding e (come me) non sei un design di professione ma ti interessa l’argomento, ti sarai chiesto cos’è il FAB, citato in alcuni dei primi takeaways.

 

Cos’è il FAB

cos'è il FAB

L’acronimo sta per  Floating Action Button, ovvero “tasto di azione flottante” che oramai siamo abituati a vedere in App, WebApp e pagine web in generale.

IL FAB è un elemento o meglio un componente del material design applicato ad un’interfaccia utente di qualsiasi tipo .

Lo scopo del FAB è quello di guidare l’utente verso un’azione chiara e precisa.

Approfondendo l’argomento ho trovato un interessante guida realizzata sempre da Google dove il material design viene spiegato in dettagliocon i suoi elementi come il FAB.

Ti invito a leggerla, sicuramente troverai dettagli interessanti anche se non sei un designer professionista ma ti interessa capire gli elementi necessari a creare interfacce utente (UI) efficaci e moderne.

Se questo piccolo appunto ti è stato utile, fammelo sapere, sarò felice di salutarti tra i commenti più in basso.

Take care!

Integrare WishList Member con Paypal

errore No input file paypal wishlist member

Recentemente durante il setup di un sito ad accesso riservato (membership site) per un cliente per il quale ho integrato la il pagamento delle iscrizioni con Paypal (il plug-in usato è WishList Member) mi sono imbattuto nell’errore

No Input File Specified Error

Il supporto di Wishlist segnalava che tale errore può essere dovuto ad alcune configurazioni PHP.

Dopo averle verificate, ho scoperto che non era il mio caso e dopo qualche una lunga ricerca ho capito quale era il problema!

L’indirizzo associato al conto Paypal che si vuole integrare con wishlist Member deve essere confermato!

Cosa vuol dire indirizzo confermato in Paypal?

Ecco la definizione originale (disponibile qui)

Indirizzi confermati

Che cos’è un indirizzo confermato?

Un indirizzo confermato è un indirizzo verificato da PayPal in base all’indirizzo di fatturazione della carta di credito in possesso della società che ha emesso la carta di credito dell’acquirente. Poiché gli indirizzi confermati devono essere a nome del titolare del conto, non è possibile confermare gli indirizzi di consegna dei regali.

Che cos’è un indirizzo non confermato?

Il mio indirizzo, che in passato era confermato, ora non lo è più. Che cosa è successo?

Gli indirizzi possono diventare non confermati se la carta di credito associata all’indirizzo viene rimossa oppure scade. Inoltre, nella procedura di Checkpoint di eBay puoi utilizzare due indirizzi identici disponibili, ma soltanto uno può essere confermato. Per essere sicuro che il tuo indirizzo confermato sia impostato come indirizzo principale per le spedizioni eBay, clicca il link “Imposta come indirizzo principale” dalla tua rubrica eBay.

Per confermare l’indirizzo dell’account paypal è sufficiente seguire poche semplici istruzioni (direttamente sul sito Paypal)

Ora che hai confermato l’indirizzo associato all’account Paypal che stai integrando con Wishlist Member, l’errore non ci sarà più e potrai finalmente completare il set up del tuo membership site.

Se queste brevi istruzioni ti sono state di aiuto, lascia un commento! 😉

Quando l’attesa per il download diventa gradevole

Utilizzo spesso un ottimo servizio di grafica online www.canva.com e sono rimasto colpito dal tocco di classe che gli sviluppatori hanno incluso quando sono in attesa davanti al mio schermo per poter scaricare la mia grafica appena creata.

La barra di progressione è di una piacevolezza grafica senza pari.

Il dinamismo dell’animazione e la scelta dei colori sono spettacolari.

Non sembra anche a voi?

:-)

Visualizzare lo storico degli ordini in magento

Pubblico un appunto prevalentemente per riferimento personale, che credo sia utile anche a chi sta ottimizzando le email transazionali di un e-commerce con Magento.
Per praticità del cliente può infatti essere utile includere in alcune email transazionali anche un link allo storico ordini.
In Magento lo storico degli ordini è accessibile dall’utente nella propria area riservata, quindi l’utente deve essere autenticato.

In un recente lavoro di ottimizzazione delle email transazionali di uno store con Magento avevo la necessità di offrire al cliente/destinatario della mail un link rapido per verificare lo storico dei suoi ordini.

Volevo semplificare la vita dell’utente offrendo qualcosa di più rispetto al link di accesso all’area riservata che è disponibile nelle variabili di sistema di Magento e che trovate elencate ufficialmente qui.

 

Pur non trovando documentazione in merito ho riscontrato che funziona in Magento CE 1.8, quindi perché non usarla?

Potete inserirla così com’è nel testo della mail transazionale.

{{store url=”sales/order/history/”}}

oppure se volete personalizzare il testo del link usatela così dirtettamente nellìHTMl della email transazionale.

<a href=”{{store url=””}}sales/order/history/”>storico ordini</a>

Essendo una variabile, il link che il destinatario raggiungerà sarà:

www.URL-NEGOZIO-MAGENTO.com/sales/order/history/

N.B.

Quando vengono usate le variabili di Magento relative all’URL del negozio non è necessario usare i tag <a href…> in quanto la variabile già include il codice necessario a generare il link esteso comprensivo del dominio.

Come far accedere il cliente al proprio storico ordini di Magento.

Se il cliente è già autenticato verrà portato direttamente ad una pagina simile alla seguente (il layout varia a seconda della personalizzazione grafica)

Variabile-storico-ordini-magento

In caso negativo gli verrà automaticamente chiesto di autenticarsi.

In generale è possibile usare la direttiva {{store ***}}di Magento per molti altri usi, trovate alcuni esempi anche su magebase.com in un articolo dedicato.

Appppproposito, usi le email transazionali? Hai mai pensato di ottimizzarle? Fammelo sapere con un commento.
Grazie!

 

Cos’è un autorisponditore

definizione email autorisponditore

Cosa sono gli autoresponder

L’autorisponditore è uno dei tanti automatismi che facilitano la vita nei progetti  di email marketing.

Si tratta di una serie di messaggi preventivamente scritti ed inviati a scadenze periodiche agli iscritti di una newsletter in base a determinate condizioni, in modo completamente automatico e senza l’intervento manuale del gestore della lista.

Quando usare un autoresponder

L’uso “furbo”  degli autorisponditori può servire a:

  • coinvolgere gli iscritti
    mantenendo “vivo” l’interesse che già ti hanno già dimostrato con la loro iscrizione
  • fornire informazioni sulla tua azienda o servizio
    istruisci i tuoi iscritti su cosa, come e perché lo fai, dagli modo di capire che puoi essere utile
  • recuperarne altre sui tuoi iscritti
    se ad esempio nel form di iscrizione hai preferito richiedere solo l’indirizzo email per ridurre al minimo gli ostacoli durante l’iscrizione, con un autoresponder può chiedere in varie fasi il completamento del profilo utente per comunicazioni sempre vicine ai reali interessi degli iscritti.
  • promuovere ulteriori canali di contatto
    es. pagine Facebook, canale YouTube, profilo Twitter; un autorisponditore in questo caso è un’arma di marketing che ti permette di “incontrare” i tuoi potenziali clienti anche in realtà diverse dal tuo sito
  • guidare l’iscritto in un percorso predeterminato
    utile quando vuoi inviare ad ogni iscritto una serie di lezioni in ordine prestabilito

Quando si parla di autorisponditori solitamente si intende una sequenza di diverse mail scadenziate nel tempo (la periodicità dipende dal settore in cui operi e dal tipo di utenza che hai) e rispondenenti a precise condizioni “scatenanti” (c.d. triggers, ovvero grilletti che fanno partire la mail).

Solo con una comunicazione costante, utile e ma mai invasiva si riesce a creare con i propri iscritti quella sorta di legame che ti permetterà di essere la prima persona (o servizio) a cui penseranno quando avranno bisogno.

I tuoi iscritti saranno più propensi ad ascoltarti quando vorrai offrire loro qualche prodotto o servizio se nel corso del tempo avrai sfruttato le enormi potenzialità degli autorisponditori.

Realizzare una serie di autorisponditori è l’attività fondamentale quando si programma una strategia di email marketing.

Nonostante la sua importanza, l’autorisponditore è spesso sottovalutato o addirittura non considerato, spesso perché chi si affaccia sul mondo dell’email marketing non lo conosce.

Come usare gli autorisponditori

Volete qualche spunto su come gestire una sequenza di autorisponditori?

Ecco una breve guida con gli step principali:

  1. Attivare un form di iscrizione sul proprio sito (i maggiori provider di email marketing come Mailchimp che uso personalmente, ma anche MailUp, Aweber, ed altri, offrono funzionalità semplificate per pubblicare sul proprio sito un modulo di iscrizione collegato alla propria lista);
    Per aumentare le conversioni (ovvero le persone che decidono di iscriversi) è bene richiedere il numero minore di dati possibile nel form; se vuoi limitare al minimo le barriere d’ingresso chiedi solo l’indirizzo e-mail;
  2. Impostare i dati relativi alla lista per farsi identificare chiaramente dagli iscritti (es. nome lista, responsabile, recapiti postali e telefonici, ecc) in ogni singola mail;
  3. Scrivere una sequenza di almeno 4 autorisponditori scadenziati almeno 7 giorni uno dall’altro con uno schema simile al seguente:
    Autorisponditore n.1 -> Ringrazia il nuovo iscritto e proponigli un’offerta di benvenuto; non deve essere necessariamente uno sconto, anzi, se limiti le offerte economiche in questa fase è più facile che il tuo messaggio venga percepito come la reale volontà di “dare valore” al tuo iscritto.
    Un esempio di offerta di benvenuto può essere un semplice file PDF con un elenco delle best practice nel tuo determinato settore, oppure una checklist o ancora un’idea orginale che possa essere utile per il tuo nuovo iscritto.
    Autorisponditore n.2 -> Se hai usato la tecnica di ridurre la barriere di ingresso al minimo ed hai chiesto solo l’indirizzo email al tuo visitatore, che nel frattempo si è convertito in iscritto.
    Ora puoi usare questa occasione per chiedergli qualche dettaglio in più su di lui; ad esempio potrebbe interessarti se l’iscritto è maschio o femmina,  oppure capire dove vive, cosa fa di professione, ecc. La regola generale è personalizzare, quindi chiedi le informazioni necessarie per comunicare il maniera estremamente mirata con il tuo iscritto perché il tuo fine ultimo deve essere fornire informazioni il più possibile “cucite su misura del tuo iscritto”.
    Autorisponditore n.3 -> Se sei stato bravo a questo punto conoscerai meglio i tuoi iscritti ed in questa occasione potrai inviare qualche dettaglio in più sui tuoi servizi/prodotti personalizzando però il messaggio in base al profilo dei tuoi iscritti; un esempio potrebbe essere quello di un poliambulatorio che dopo aver implementato alcune delle strategie sopra descritte, a questo punto potrebbe essere in grado di inviare alcune informazioni specifiche in base al sesso dei propri iscritti….una pacchetto di visite mediche dedicate ad una giovane futura mamma è sicuramente poco “attraente” per l’iscritto Mario Rossi che ha 72 anni e problemi di osteoporosi…..ho reso l’idea, vero ?!?!?!? 😉
  4. Autorisponditore n.4 -> Se il tuo iscritto apre anche questo messaggio significa che ti sta “seguendo” da un mese (ti ricordi che abbiamo scadenziato gli autorisponditori di 7 giorni?), perché non gli fai sapere che hai anche un canale YouTube con alcuni video che potrebbero interessarlo (cita il più popolare ad esempio), una pagina Facebook dove gli utenti possono interagire (metti uno screenshot di un commento positivo se disponibile) , o ancora un profilo Twitter che lo inviti a seguire perché periodicamente posti notizie interessanti relative al mercato in cui operi.

Questo è solo un esempio, la tua sequenza di autorisponditori potrebbe (ed idealmente DOVREBBE) essere più lunga perché se vuoi generare conversioni dalla tua campagna di email marketing devi ragionare in termini di medio/lungo periodo e non con in menti ritorni immediati nell’ordine di ore/giorni.

Gli esempi sopra li ho “confezionati” solo per darti un idea di cosa si può fare, a te rimane in compito di contestualizzarli nel settore dove operi, perché nessuno come te conosce i tuoi potenziali clienti….se proprio non ti vengono idee, contattami :-)

Autorisponditori vs Campagne

Spesso i due strumenti vengono confusi, ma capire la differenza è semplice; solitamente io li presento così:

Autorisponditori

Mail inviate automaticamente al singolo iscritto quando quest’ultimo risponde a requisiti predeterminati (es. si è iscritto alla lista, ha cliccato una campagna, ha effettuato un’azione specifica, è il giorno del suo compleanno, ecc..).

Costituiscono una sequenza predeterminata di messaggi inviati all’iscritto con precise regole sia temporali che di specificità legate all’utente (es. solo utenti che non hanno inserito il nome nel form di iscrizione, oppure solo iscritti di genere femminile, ecc)

Campagne

Anche queste sono mail, ma il loro invio coinvolge una molteplicità di destinatari (vengono dette anche email di broadcast) anche queste possono essere automatizzate, ma non sono necessariamente legate ad una periodicità (es. 1 settimana dopo iscrizione).

Esempi pratici:

  • Usa un Autorisponditore  se vuoi inviare ad ogni tuo iscritto  una mail invitandolo a  visitare il tuo canale YouTube esattamente 7 giorni dopo la sua iscrizione, oppure per informarlo dopo 14 gg dalla sua iscrizione che hai anche una pagina fb dove condividi notizie per lui interessanti.
  • Usa una Campagna se vuoi inviare a tutta la tua lista una comunicazione sulla tua prossima chiusura estiva indicando l’ultimo giorno utile per spedire il materiale prima della chiusura estiva.

Conclusioni

Usare gli autorisponditori è semplice se ne conosci il meccanismo di base; ogni provider di email marketing ha le proprie interfacce ma i concetti di base rimangono gli stessi.

Se ti serve aiuto per impostare la sequenza di autoresponder per la tua nuova newsletter ed usi Malichimp, posso aiutarti e farti risparmiare tempo visto che è lo stesso provider che uso per me e per diversi miei clienti.

Autorisponditori…fai da te si può

Se hai un po’ di pazienza ed investi un po’ del tuo tempo per leggere i vari articoli presenti nel blog puoi imparare come farlo in maniera autonoma, in alternativa puoi seguire i tutorial che ogni servizio di emailmarketing mette a disposizione.

In alternativa..

Se invece devi essere operativo nel più più breve tempo possibile con la tua strategia di email marketing potresti essere interessato al “pacchetto ad hoc” di configurazione degli autorisponditori con Mailchimp.

La soluzione è adatta a chi non vuole perdere tempo nei tecnicismi e tanto meno impazzire nel cercare il settaggio corretto dei parametri in Mailchimp.

Il servizio è destinato anche a chi non ha le conoscenza tecniche per fare tutto da solo e vuole sfruttare i miei 6+ anni di esperienza nella gestione di campagne di email marketing.

Il servizio è disponibile per l’acquisto online.

 

Esempio di email newsletter opt-out “fantasioso”

Un mio cliente riceve la newsletter di un suo concorrente (secondo le più comuni pratiche di spionaggio industriale autorizzato, se non lo fai anche tu inizia immediatamente!)

Mi gira la mail e mi chiede cosa ne penso…….

 

modello testo cancellazione  da newsletter

Nulla da segnalare nella copy (il testo della newsletter), testo chiaro, breve, una call-to -action ma arrivato al footer ho incontrato l’apoteosi….

 

Se vuoi DEREGISTRARTI dalla newsletter….

 

Questa newsletter è da premio Pulitzer, questa è la prima volta che leggo una cosa del genere…

Anyway, mi sono divertito ed ho imparato che dalle newsletter ci si DEREGISTRA oltre a cancellarsi e disiscriversi…

Va detto che il mittente ha incluso il link per permettere al destinatario di cancellarsi e di questo gli va dato atto, se la forma non è proprio perfetta almeno gli intenti sono nobili..

E’ proprio vero, non si finisce mail di imparare 😉

E tu invece perchè non ti REGISTRI alla mia newsletter? 😉

Facebook “spinge” per i post promossi (a pagamento)

Recentemente Facebook ha annunciato senza troppi giri di parole che per raggiungere i propri fan con i post, i brand che usano le pagine di Facebook dovranno considerare di utilizzare le funzioni di promozione a pagamento dei post.

Ufficialmente, spiega fb, questo si rende necessario data l’enorme mole di contenuti a cui i fan vengono esposti e la conseguente grande concorrenza che si viene a creare.

Il documento è disponibile per il download.

http://www.danielemauri.com/wp-content/uploads/2013/12/facebook-ads-invito-a-inserzioni-a-pagamento.png

 

Le malelingue invece vedono in questa frase esplicita di Facebook un “pitch”, ovvero un palese invito assolutamente “interessato” nell’utilizzare le funzionalità di promozione a pagamento che fb ha creato proprio per i brand.

Personalmente mi accodo alle malelingue perché intravedo una (nemmeno tanto) velata intenzione ad incrementare il business legato ai Facebook Ads; dall’altro però è opportuno ricordarsi che fb è un’azienda con in mano una base di utenti mostruosamente grande e sulla quale ha quasi potere assoluto.

I risvolti della politica di Facebook verso i post promossi

Per i brand importanti e con budget considerevoli destinati alla presenza sui social media a mio avviso l’impatto sarà relativo; diverso invece il discorso delle varie aziende che hanno costruito una base di fan piccola o grande che sia grazie alla condivisione di contenuti di valore.

Facebook infatti è uno dei canali più utilizzati nelle strategie di content marketing e chi fa inbound marketing condivide in prevalenza contenuti gratuiti che rischiano di venire mostrati ad un numero inferiore di utenti (se però titi fuori la “grana” il discorso cambia…..)

Questa accelerazione verso i post promossi però potrebbe a mio avviso portare ad un incremento a favore dell’e-mail marketing (che rimane il mio strumento preferito) perché solo l’email costituisce un canale di comunicazione diretto e gestibile in prima persona senza “intermediari” (dicasi facebook, twitter, Google+, Linkedin, ecc) padroni di piattaforme dove l’utente (ma anche il marketer) è suddito delle regole del padrone di casa.

Se ancora non hai previsto un form per far iscrivere i visitatori del tuo sito alla tua newsletter, non aspettare oltre, pubblicalo quanto prima.

Mailchimp integrazione form con pagina facebook

Oramai i provider di email marketing offrono API o integrazioni anche verso fb; Mailchimp ad esempio ha rilasciato in beta da pochi mesi il tool per generare un modulo di iscrizione collegato ad una  pagina, in modo tale che il “fan” abbia la possibilità di iscriversi direttamente dalla pagina fb.

La procedura di collegamento è ancora leggermente imperfetta e richiede diversi aggiornamenti di pagina oltre ad una serie di log in e log out, ma alla fine funziona ed è comoda.

Inoltre Mailchimp permette di discriminare gli utenti a seconda della tipologia di Sign-up effettuata, funzione utile per creare segmenti di utenti in base alla provenienza.

Il futuro a mio avviso è più che roseo per l’email marketing che pur avendo oltre 20 anni è il sempreverde tra gli strumenti di web marketing.

Cosa ne pensi?Alla luce delle nuove “regole” dettate da fb stai valutando se cambiare le tue strategie di social media marketing? Se vuoi condivi il tuo pensiero nei commenti ;-)!